JC Lia Betti Apr 2008
JC Lia Betti Apr 2008
Ciao a tutti, l’articolo che presento si intitola “Natural selection and cultural rates of change” (Rogers and Ehrlich 2008. PNAS 105: 3416-20). Gli autori vogliono verificare se modelli di evoluzione biologica possono essere usati per capire l’evoluzione di tratti culturali. L’idea non è certo nuova, ma lo studio mi sembra ben fatto e l’argomento è sempre di attualità. Gli autori analizzano un dataset di tratti strutturali (legati alla funzionalità) e stilistici (puramente estetici) delle canoe utilizzate storicamente dalle popolazioni polinesiane. I tratti strutturali determinano se la canoa è in grado di resistere a un viaggio per mare, e sono strettamente legati alla sopravvivenza del proprietario. La null hypothesis prevede che elementi stilistici e strutturali evolvano secondo lo stesso ritmo; nel caso evolvessero con ritmi diversi si potrebbe concludere che il risultato (morte o sopravvivenza del proprietario) influenzi l’evoluzione dei tratti strutturali attraverso un processo di selezione (positiva o negativa). I risultati confermano che i tratti strutturali evolvono più lentamente dei tratti stilistici, suggerendo selezione negativa in atto sui primi. Le principali implicazioni secondo gli autori sono: 1) ha senso analizzare i cambiamenti culturali secondo una prospettiva evolutiva, 2) ha senso suddividere i tratti culturali in tratti strutturali e tratti puramente estetici.
L’articolo mi è sembrato interessante, ma non sono sicura di capire fino in fondo le implicazioni, e soprattutto quanto possano essere generalizzate. Quello che mi disturba è che la trasmissione culturale avviene per vie diverse da quella genetica e permette ampia e veloce trasmissione orizzontale. Quello che viene selezionato è il “meme”, come l’ha definito Dawkins, e il livello di cui stiamo parlando è privo di basi biologiche. Eppure è la sopravvivenza dell’individuo, e la sua fitness, che determina la fitness del meme (o così almeno assumono gli autori). Insomma, c’è qualcosa che mi sfugge nel rapporto tra fitness dell’individuo e fitness del meme. Non è possibile, inoltre, che l’evoluzione più rapida dei caratteri stilistici rispetto a quelli strutturali sia dovuta solo a una diversa velocità di diffusione orizzontale? Se manca un valore di riferimento che definisca il tasso di evoluzione neutrale, come si fa a dire se c’è selezione positiva o negativa? Buona discussione!
Lia Betti, Department of Zoology, University of Cambridge (UK)
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Lia Betti
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01/04/2008 16.54
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